Il territorio di Patti
è situato in una felice zona della Sicilia
settentrionale, percorsa dai torrenti Timeto
a est e Montagnareale a ovest, compresa tra
due contrafforti dei Nebrodi che la cingono
a sud, dal picco di Tindari, al Melinso
al monte di Gioiosa Vecchia e un'ampia falcatura
di spiaggia che va da S. Giorgio nel comune
di Gioiosa Marea a Mongiove
(l'antico Monte di Giove) che è un'amena frazione. Vi allignano
l'ulivo, la vite e l'arancio, la palma e il banano, alberi da frutta diversi.
Per
le sue bellezze naturali e la feracità del suolo, esso è
stato abitato fin dalla più remota antichità, almeno dall'età
del bronzo, come dimostrano le strutture ipogee in Contrada
Monte. E fin d' allora intensi furono gli scambi con le zone vicine,
specie le antistanti Isole Eolie, arcipelago
di origine vulcanica e pertanto prezioso per la fornitura di pomice e
ossidiana. L'origine dell'abitato attuale si fa risalire alla migrazione
dei superstiti dell'antica Tindari, allorchè
in epoca storica quella città fu distrutta da un immane cataclisma.
Il nuovo sito essi lo chiamarono "Epì
Akten", cioè "sull'alta sponda" e da ciò,
per successive contrazioni fonetiche, il toponimo Patti.
La parte più antica di esso, con chiara impronta medievale, si
articola con stradine e pittoresche gradinate intorno a due modeste alture
culminanti nel "castello"; la parte
più recente si stende a nord verso il mare, nella zona pianeggiante,
formando ormai un solo tessuto abitato con il primitivo borgo marinaro.
Si hanno tuttavia notizie certamente storiche con la venuta in Sicilia
dei Normanni.